Sviluppo delle nanotecnologie

La nanotecnologia è un ramo della scienza applicata e della tecnologia che si occupa del controllo della materia su scala dimensionale inferiore al micrometro, normalmente tra 1 e 100 nanometri, e della progettazione e realizzazione di dispositivi in tale scala.
Il termine indica genericamente la manipolazione della materia a livello atomico e molecolare, dove il nanometro è la comune unità di lunghezza ed è a volte usato per descrivere in generale altre tecnologie microscopiche.

Tuttavia la nanotecnologia in senso stretto è quella correlata a lunghezze dell'ordine di pochi passi reticolari
Le nanotecnologie, che sono invece ancora nella fase iniziale del loro sviluppo, puntano a sfruttare e ad applicare i metodi e le conoscenze derivanti dalle nanoscienze. Esse fanno riferimento ad un insieme di tecnologie, tecniche e processi che richiedono un approccio multidisciplinare e consentono la creazione e utilizzazione di materiali, dispositivi e sistemi con dimensioni a livello nanometrico.
In sintesi, con nanotecnologie si intende la capacità di osservare, misurare e manipolare la materia su scala atomica e molecolare
Un gruppo di ricercatori della george mason university (usa), di cui fa parte anche l'italiana alessandra luchini, ha messo a punto un dispositivo nanotecnologico per la diagnosi precoce del tumore. si tratta di una nuova nanotecnologia costituita dalla produzione di piccolissime sfere di idrogel biocompatibile. le nanosfere, la cui dimensione è nell'ordine dei nanometri (un nanometro corrisponde a un miliardesimo di metro), sono ingegnerizzate come delle spugne che agiscono come vere e proprie trappole di proteine della dimensione desiderata.

Gli scienziati hanno dimostrato che in presenza di cellule tumorali vengono prodotte delle proteine specifiche, le quali possono venire utilizzate come marcatori tumorali per la diagnosi precoce. il problema affrontato finora dai ricercatori clinici era costituito dal fatto che queste proteine sono di dimensioni piccolissime e sono presenti nel sangue a diluizioni elevatissime.




E ' proprio in questa individuazione delle tendenze e/o dei bisogni che il marketing riveste una centralità propulsiva.
La domanda è: qual è lo stile dominante? In questo momento? E quando lo vogliamo seguire o prendere (se lo vogliamo)?

L'analisi delle tendenze, o dei concept è comunque la più semplice e allo stesso tempo la più rischiosa delle previsioni. Tuttavia la tendenza rimane sempre la direzione da percorrere, è sempre un vettore di indicazione e di intenzione, e come tale una fortissima opportunità, in quanto, in qualunque settore, è un modello di valore investito di realtà.
E' un movimento verso un cambio di prospettiva , verso un oggetto/valore, un nuovo focus che implica un riconoscimento, un raggruppamento, un'identificazione possibile.

Attraverso le tendenze, assistiamo sempre ad un cambio di prospettiva, e le aziende vivono di cambiamenti e di prospettive devono per forza relazionarsi fattivamente alla tendenza identificando quei trend più opportuni da investire/supportare nel mercato.

Tratto dal libro "Marketing ed Innovazione" di Gian Carlo Manzoni, Paolo De Ritis, ed. FAG

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